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giovedì 23 agosto 2012

VIRIDANSE - Gallipoli 1915 e le Altre Storie \\2012\\ Recensione per Gothic World

In questa recensione parleremo di un vero e proprio pezzo di storia per quella che é stata la New Wave di marchio italiano, era l'epoca dei grandi Litfiba e dei mitici Diaframma, e a cavallo fra l'84 e l'85 uscirono l'Ep "Benvenuto Cellini" e l'Lp "Mediterranea" entrambi suonati dai Piemontesissimi VIRIDANSE.

"Gallipoli 1915 e le Altre Storie" è una vera gemma per gli amanti del genere, che ringraziando l'etichetta "Oltre la Nebbia il Mare", potranno godere di un doppio CD contenente oltre ai dischi sopracitati sette tracce live e quattro tracce inedite mai pubblicate che rappresentano l'intera produzione discografica della band, se si esclude lo split con la formazione barese The Art Of Waiting, che risale al 1986.

Il doppio si apre con l'intero Ep "Benvenuto Cellini" disco dalle atmosfere poetiche ed evanescenti, tipiche della New Wave dell'epoca, fatte di trame inerpicate tra testi impegnati e impegnativi, chitarre eteree e synth oltremodo cupi e febbrili, disco dalle ritmiche dilatate ma di sicuro impatto. Anche le sette tracce live, legate allo stesso periodo musicale, per quanto più veloci (n.d. meno dilatate in lunghezza) presentano una struttura simile, la registrazione tra l'altro appare qualitativamente accettabile.

Il secondo disco parte con l'intero Lp "Mediterranea", che segna una svolta post punk per la band, quindi contenente brani più diretti, sia a livello concettuale, per quanto riguarda i testi, che a livello musicale, dove la fase ritmica si fa più ballabile, nonostante una sfumatura arabeggiante che appare molto caratteristica, e che avrebbe sicuramente contraddistinto la band se gli avvenimenti non avvessero portato allo scioglimento.
Anche se poco accentuata nei dischi ufficiali, notevole la pendenza verso le sonorita Funky e Psichedeliche presente nei quattro brani inediti, tutti da scoprire, nonostante qualcosa negli anni fosse già stato portato alla luce.

Nel complesso un ottimo disco, che sarebbe bene accostare in libreria di fianco a "Age" dei Monuments, "Rituals" dei Neon, o ancor meglio a "Bandiera" dei Moda e a "Filosofia dell'Aria" degli Underground Life.

Stefano Rassu

la recensione completa su Gothic World:
http://gothicworld.altervista.org/gw/dark-webzine/recensioni/musica/797-viridanse-gallipoli-1915-e-le-altre-storie-recensione.html

giovedì 16 agosto 2012

The Mescaline Babies: Crush \\2012\\ Recensione per Gothic World

 Li avevamo lasciati un paio di anni fa con l'Ep "Black Mass" disco di ottima fattura che lasciava presagire un full lenght d'esordio di tutto rispetto, e le aspettative sono state ampliamente rispettate.

"CRUSH", così si chiama il nuovo disco dei Padovani "The Mescaline Babies" é una creatura di rara bellezza in quel calderone nauseabondo che é diventato il Death Rock negli ultimi cinque anni.

Ascoltando l'intero disco si possono notare svariate sfumature post punk e darkwave che vanno a colorare un sound esperto e deciso; il lavoro di mastering risulta essere perfetto, valorizzando la chitarra graffiante e a tratti malinconica del sapiente "Kalle" che affiancato ad una batteria e basso che suonano impeccabili, e ad un perfetto songwriting vanno a sfatare il primo dubbio che potrebbe sorgere in rispetto al genere trattato, cioé la noia in crescita lungo l'ascolto dovuta ai brani troppo simili l'uno all'altro (aspetto tipico anche di band del genere molto più famose vedi Skeletal Bat).
Analizzando il disco brano per brano sono poche le tracce che si consiglierebbe di skippare ad un amante del genere, i brani più DeathRock sono sicuramente Distorted Youth, Jacobin Fever e Skeleton Kids (brano già conosciuto dai più nella sua prima versione, destinato a diventrare la hit del disco), mentre a generare l'invidia di formazioni post punk ben assestate nel mercato da anni ci penserà "Heart Full of Wine" (n.d. brano che personalmente preferisco).

Avrei potuto citare molti nomi di altre band per dare un'idea del sound dei TMB ma preferisco pensare che come fu per i Christ VS Wharol nel 2010, finalmente ci sia una formazione "nuova" capace di essere usata come termine di paragone e non di essere paragonata ad altri... ma per questo forse dovremo aspettare il prossimo disco, che personalmente non vedo l'ora di scartare dalla confezione.

Stefano Rassu

domenica 5 agosto 2012

The SKATALITES live @ CSOA T.D.N. - Genova [05.08.12] (video)

Qualche chilometro a piedi é sicuramente valso la serata che ha chiuso un ottimo w/e.

Ho saltato, ballato e cantato come non facevo da tempo, un complimentone ai "The Marciellos" band genovese che ha degnamente aperto la serata.

le uniche parole che mi sento di pronunciare sono i mille GRAZIE ai The Skatalites per aver confermato di essere le leggende che pensavo fossero.

Bravi anche ai ragazzi del CSOA Terra Di Nessuno per il bell'evento.

qualche scatto della serata:
The Skatalites + Marciellos + Raphael @ Csoa T.D.N. by Marco Antonietti


giovedì 2 agosto 2012

NECRODEATH live @ HARD CASTLE FEST 2012 [28.07.12] (video)

Sono poche le parole da spendere sull'ottima prestazione dei Necrodeath, un complimento e un ringraziamento grandissimi vanno all'organizzazione del festival, al quale certo non mancherò l'anno prossimo!

qualche scatto della serata:
HARD CASTLE FEST DAY 1 - photo by Robert...O Photografer & Dj


lunedì 9 luglio 2012

MORRISSEY + Kristeen Young live @ Genova [08.07.12]


L'estate genovese é arrivata al suo culmine massimo, il caldo la fa da padrone e i concerti all'aperto non sono pochi.
Con non poca emozione pedalo verso l'Arena del Mare per una delle serate del Goa Boa Festival, stasera saliranno sul palco Kristeen Young e il leggendario Morrissey.

Sono le 19.00 e all'ingresso c'è già coda, compro il biglietto e dopo poco riesco ad entrare e ad accaparrarmi una buona terza fila, le ore scorrono veloci, la location é a ridosso del mare e il caldo si fa sopportabile, alle 21.30 inizia la performance di Kristeen Young, tastiera, basi elettroniche e voce, minimale ma d'impatto con un look curato e tendente al vintage (da notare il ferma capelli ricavato da una decina di matite temperate a lunghezze diverse).
La performance dura all'incirca quaranta minuti, che bastano per capire quanto talento e quanta energia siano nascoste dietro alla mimica facciale di K.Y. , quando non é dietro alla tastiera si lancia da una parte all'altra del palco, e anche lei riesce a rapire per un poco una piccola fetta di pubblico, nonostante sia palese la voglia di veder salire sul palco il leggendario.
Alternando una ballade (tastiera + voce) a un pezzo movimentato (basi + voce) la nostra arriva a fine concerto e tra apprezzamenti, menefreghismo e un pò di critiche smonta la tastiera e scende dal palco con una faccia soddisfattissima.

Dopo venti minuti di attesa salgono sul palco i tecnici e in dieci minuti tutti gli strumenti sono pronti a suonare.. é la volta di Shoplifters of the World, Morrissey sale sul palco, saluta, e inizia in grande stile.

La band è ad altissimo livello, e stupisce la batteria con Gong (enorme) e Gran cassa annessi (oltre alla doppia cassa con le bandiere dell'Italia a decorare), le due chitarre sono ineccepibili, il bassista ha dei tocchi eccellenti e il tastierista ha il fare dell'esperto... la voce del Leggendario sembra essere davvero in forma, non sarà forse la sua migliore performance di sempre ma vissuta sotto palco ha sicuramente il suo perché.

Lungo il live il sole lascia spazio alla notte, e un paio di barche a vela sfilano sul lato destro del palco, nel mentre lo spettacolo continua elevatissimo fra cambi di camicia, strette di mano e interazione continua con il pubblico (anche io sul finale riuscirò a stingergli la mano), innumerevoli assoli e cambi di chitarra (di questi ultimi almeno sette per chitarrista).

Momenti di totale disibilio su "You have killed me", "Everyday is like Sunday", "Meat is Murder", e sul finalissimo "How Soon is Now".

Insomma, se non si fosse capito, mi sono divertito!

martedì 3 luglio 2012

"CORNIGLIANO IN ROCK 3" @ Villa Bombrini - Genova - 02\03.07.12 \\ mini review \\

Tenebrae (www.tenebrae.it) - photo by Tot en Tanz

L'inizio di questa settimana di Luglio lo ho passato al "CORNIGLIANO IN ROCK" mini festival su due giorni (02 e 03 Luglio 2012) attento alle realtà musicali (underground) liguri, e impegnato nel sociale (il ricavato sarà devoluto in aiuto dell'ospedale Gaslini di Genova), festival giunto ormai alla terza edizione.

Il festival ha visto salire sul palco sei band ELDRITCH, TENEBRAE (a mio avviso la migliore delle band presentate, ed ecco perché vi lascio un link per ascoltarli www.tenebrae.it), DESECRATE, VANEXA ( la prima band metal nata in Italia con Roberto Tiranti), SHADOWS OF STEEL e LUCID DREAM.

Le due serate seppur essendo a inizio settimana (Lunedì e Martedì) hanno registrato un'ottima affluenza e l'atmosfera, per quanto non fosse propriamente il mio ambiente musicale, è stata davvero ottima.


1 DAY

Arrivo alla villa verso le venti, il soundcheck sta terminando e la location é ottima, il tempo non promette benissimo ma nel giardino sconfinato il vento non tira troppo forte e con un paio di birre e un hot dog passa ogni paura di prendere della pioggia.


Iniziano Desecrate, band che conosco grazie al social network più famoso del mondo, e che devo ammettere di non aver mai ascoltato, il loro genere é un Death Metal Melodico, genere che non ascolto da anni e nel quale non sono ferratissimo, mi limiterò a dire che le idee non sono malvage e che mi sembrava che il cantante fosse un pò fuori forma, anche se nel complesso il concerto non mi é spiaciuto affatto.


Giusto il tempo di una birra e i Tenebrae si presentano sul palco, il pubblico si infoltisce e il concerto comincia.
Il loro é Art-Rock, o almeno così lo chiamano i membri della band... La Sensazione che scaturisce fin dal primo momento é che dal suono pregevole delle chitarre nasca un melange di suoni progressivi che vanno a mischiarsi con il rock più duro fino ad assumere le fattezze di un rock cantautoriale ben interpretato, le luci che si infrangono a tempo di musica fanno il resto, alla fine i ogni brano l'applauso é sempre più fragoroso fino al termine del concerto...

Gli ultimi della serata sono i Rosignanesi (sempre che si dica così) Eldritch, band Progressive Metal che intinge esperienza da nomi altisonanti con grande maestria, il concerto non mi esalta e lo ascolto da lontano apprezzando i tecnicismi che si sprecano in mezzo ai lunghi brani.

2 DAY

Anche stasera sono abbastanza puntuale e alle venti e trenta sono sotto il palco con in mano una ottima birra rossa, il soundcheck é appena terminato e subito salgono sul palco i Lucid Dream, band Metal di chiaro stampo progressivo con un cantante davvero interessante per le sue doti vocali.
Ottime le tematiche trattate nei brani legate alla fantascienza, e ottimo il fatto che i brani non abbiano durate eccessive (come di solito accade nel genere) unica pecca il troppo palesato "esibizionismo vocale", che però é giustificato da un ottimo uso del falsetto non esageratamente scontato.

Quattro chiacchere e uno spuntino e salgono sul palco i Shadows of Steel band che fra alti e bassi é attiva dal 1996 e annovera fra le fila membri degli storici Labyrinth, il loro e un power metal con arte e parte, di quello che piace vedere dal vivo, e soprattutto che piace anche ai non amanti del genere, mi godo il concerto dal fondo e apprezzo la creatività compositiva, cosa rarissima da trovare in un genere che é stato inflazionato da capelloni senza capacità.

Prima della fine del concerto il pubblico inizia a crescere e il sottopalco inizia a diventare di difficile frequentazione, é il segno che sta arrivando Roberto Tiranti con i suoi Vanexa.
Tiranti, leader storico dei Labyrinth suona da anni con i Vanexa che sono una delle prime band metal italiane, formati nel 1979.

Il concerto inizia, si susseguono una serie di vecchi successi alternati da preview del nuovo album, la tecnicità dei musicisti é inattaccabile e lo si nota dal godimento plurimo del pubblico, anche se non sono un fan sfegatato il piede lo muovo e mi diverto come un ragazzino che ascolta il suo primo disco degli Iron Maiden.

La serata si conclude con Tiranti insieme ai Vanexa e ai cantanti di Shadows of Steel e Lucid Dream in un'inedita cover di Smoke on the Water della quale vi lascio il video:




venerdì 22 giugno 2012

STATUTO + Monelli Antonelliani - live @ Villa Bombrini - Genova - 22.06.12


Altra sera altro giro, il caldo estivo si fa sentire, e con lui si fanno sentire anche gli eventi all'aperto, stasera Genova é MOODS, arrivano i torinesi STATUTO, le mie radicate radici torinesi si fanno sentire (e non poco) così decido nonostante la stanchezza e gli impegni (a fine concerto dovrò correre verso un club per un dj set), di presenziare alla soiré.

Il concerto é ospitato dal Festival delle Periferie, noto festival underground zenese arrivato ormai alla decima edizione.
La cornice é una delle migliori che mi sia capitata per ora in questa città, si tratta di una villa storica appena fuori dal centro cittadino, Villa Durazzo Bombrini [http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Durazzo_Bombrini].

La scelta delle band in apertura é forse discutibile, il cantautore Antonio Sgorbissa, sicuramente dotato ed interessante ma poco attinente con il mood della serata, stessa cosa per i "Bosio" band zenese formata da fratelli e cugini tutti portanti lo stesso cognome, dal sound rock melodico con spunti sicuramente da approfondire... Ma, purtroppo avendo una fame smisurata mi perdo i due concerti per darmi alle ottime alette di pollo dello stand alimentare.

Mi presento davanti al palco per l'esibizione dei Monelli Antonelliani, una sorta di Gem Boy alla torinese che avevano destato la mia attenzione qualche tempo fa in seguito ad un post sul sito dei Subsonica, dei quali era da poco stato pubblicato il nuovo disco con conseguente video "Il Diluvio", del quale pubblicizzavano la parodia made by Monelli Antonelliani chiamata "Il Pediluvio".
Il concerto é davvero carino, cover in italiano con venature comiche di svariati pezzi di successo, partendo dai Subsonica, per arrivare a Shakira, Lady Gaga e molti altri, ottima presenza sul palco con svariati cambi d'abito dei due front man (un front MAN e una front GIRL), e musica suonata per bene.

Unica pecca dei primi tre concerti la scarsa affluenza di pubblico, i pochi presenti tutti lontano dallo stage e disinteressati alla situazione sia musicale che di allestimento (é presente anche un mercatino multietnico, oltre ai punti di ristoro) della splendida area antistante la Villa.

Scende il buio e dopo il concerto dei sopracitati Bosio salgono sul palco i fonici per montare la strumentazione degli Statuto.
Il palco é piuttosto ampio e profondo, e l'area "stage" che va piano piano riempiendosi ha un'ottima acustica.

Sale la band e lo start é ska-tenatissimo, si parte con "Rabbia e Stile" e dietro di noi (siamo in prima fila) inizia subito il pogo dei Moods e degli Sharp accorsi, il pubblico é variegato, partecipe e numeroso, l'età media si sposta sui trenta e la voglia di saltellare non manca.
Due o tre pezzi lanciatissimi, "I Campioni siamo Noi" che fa partire i cori da stadio, poi breve stop per presentare la canzone e parte il capolavoro scritto per la band da Enrico Ruggeri "Controcalcio", il pogo si fa incessante, il concerto durerà poco più di un'ora, e tolti i momenti romantici di "Bella come il Sole" siamo sempre tutti in Ska-fibrillazione.

La chiusura per via delle tempistiche (l'area deve chiudere a mezzanotte) viene fatta stra di corsa, si susseguono in velocità "Piera" e "Abbiamo vinto il Festival", l'agitazione é così forte lungo gli ultimi otto/dieci minuti che una delle transenne in fronte palco cede e entriamo in massa sotto il palco per omaggiare di saltelli la band, grande serata e divertimento a mille.



alcune foto:

STATUTO + Monelli Antonelliani [Genova - 22.06.12] - Foto by TOT EN TANZ


il video live di I Campioni siamo Noi:

giovedì 21 giugno 2012

Zoe Boekbinder live @ Giardini Luzzati - Genova - 21.06.12


Nella Superba é giovedì sera, e fa caldo, quel caldo che ti fa venir voglia di stare sdraiato a letto in mutande mangiando ghiaccioli come se fossero l'ultimo cibo edibile rimasto sulla terra, però, questo é un giovedì un pò diverso dal solito, ai Giardini Luzzati, location che definirei amabilmente fresca e rilassante (un ampio spiazzo circondato dalle tipiche case arrroccate dei Vicoli di Genova) suona quella cantante Folk californiana dal cognome impronunciabile, Zoe Boekbinder, che Stando a quanto si legge sul Corriere Mercantile dalla penna di Diego Curcio é "la regina del nuovo folk americano".

\\ Il suo album d'esordio, The Impossible Girl, è un lavoro zeppo di tante e buone idee, dove più di un brano rimane impresso a lungo in testa all'ascoltatore. \\

Inizia la serata, la birra costa poco e l'ambiente é conciliante, sale sul palco la cantautrice genovese Silvia Dainese, i testi non sono male anche se suonano un pochino banali, ma come dice il saggio "é nella semplicità che si trova la grandezza", l'interpretazione e la voce hanno parecchie emozioni da trasmettere ma purtroppo la batteria della chitarra acustica si scarica e la nostra non riesce a terminare il concerto, che ha comunque ben preparato a quel che ci aspetta.


Due strimpellate per testare il suono e parte Zoe, la nostra dispone di un campionatore, due bacchette da batteria, una chitarra e della sua immensa voce.
Sembra a tratti di assistere ad una esibizione solista di Martina Topley Bird (Massive Attack), la voce viene usata alla stregua di uno strumento con piccoli campioni ritmici e melodici registrati a inizio brano e poche strimpellate l'atmosfera è fatta (e che atmosfera!).


Un'oretta con la pelle d'oca a guardare questa ragazza un pò timida con una voce dalle sfumature blues, che in certi momenti ricorda vagamente le tendenze folk del primo Bob Dylan, e tutto finisce, il buio é calato, ma il disco di Zoe sta già viaggiando verso casa mia dalla California, perché tutti quelli che si era premunita di portare in Italia ahimé sono finiti.


Alcuni scatti della serata:

Zoe Boekbinder@Giardini Luzzati 21/06/2012 - PHOTO BY MARCO ANTONIETTI

Zoe Boekbinder + Silvia Dainese @ Luzzati - PHOTO BY MICHELE FERRERO


Video by Marco Antonietti:



mercoledì 6 giugno 2012

The Helltons + The Terry Gilliams + The Locals live @ Genova [06.06.12]



In quel di Zena il caldo comincia a farsi sentire, nonostante il pronostico di un mercoledì sera afoso e bagnato (la pioggerella sottile apppare e scompare) siamo in molti al Lucrezia Club per vedere i francesi "The Helltons".

Questa sera ricopro il ruolo di fonico, mi faccio trovare pronto alle 19.00, i francesini arrivano con un bel popò di testate, e la prima impressione é che vogliano far crollare le mura portanti del palazzo, poi arriva anche una cassa di birra e si capisce subito che piega prenderà la serata.

Risparmiandovi tecnicismi e noia, arriviamo alle 22.30 belli carichi per lo start della serata, l'affluenza é buona e ad aprire le danze ci sono i genovesi "The Locals" Punk Rock nudo, crudo ed urlato per bene.
Bravi sul palco e grezzi quanto basta, il palco é davvero ben caldo, e la carica sprigionata non é da tutti. Il chitarrista (back vocals) tra l'altro indossa una T-Shirt dei Dead Kennedy's con la quale si guadagna tutta la mia stima.

Questo tipo di concerti non è difficile da descrivere, e non richiede molte parole, si é bravi o non lo si é, si da la carica o non la si da, la tecnica non é difficile da raggiungere, e se si ha la presunzione di salire sul palco senza averla raggiunta allora non si merita nemmeno che qualcuno perda tempo ad ascoltare.

Salgono sul palco i "The Terry Gilliams" altra formazione proveniente dalla superba, ci mettono un pò a partire per via del cambio di alcune parti di batteria, ma quando partono ci mettono meno di due minuti ad infiammare, la gente salta e il sorriso sulla faccia dei francesi la dice lunga... Questa volta a stupirmi é il cantante, non ha un timbro forte, ma la voce é davvero particolare.

Quattro canzoni di attesa e sul palco si palesano i "The Helltons" la band é parecchio in forma, il loro tour italiano parte da qui e danno il massimo fin da subito, il loro punk rock ricorda parecchie band della prima metà dei '90 ci si può sentire anche qualche piccola inflessione garage rock, insomma, per quanto giovani sono davvero molto completi.
Su parecchi dei brani c'è una forte tendenza a quel punk rock commercial molto Blink 182, e difatti le ragazze in pista saltellano a più non posso, appaiono anche un paio di magliette della band in mezzo al pubblico, insomma l'adrenalina sopra e sotto il palco é parecchio elevata.
I quattro provano anche a cimentarsi con l'italiano, cosa che non riesce benissimo ma che fa scattare l'euforia generale.

La serata si conclude e dopo un paio di birre tutti a casa, bella serata.



link:
photo by Tot en Tanz \\ The Helltons + The Terry Gilliams + The Locals @Genova

martedì 29 maggio 2012

▲ KREATIV IN DEN BODEN ▲ new song and new video \\minireview\\

Per la serie supportiamo la scena underground italiana e postiamo una band che mi piace ecco il nuovo brano (con inquietudinal-psychedelico video in allegato) dei milanesi KREATIV IN DEN BODEN.

Cover inaspettata e piacevolissima a Dustin Zahn (inaspettata vista la precedente cover della band alla leggenda CHROME) e al suo brano di spicco "stranger to stability", brano techno minimal non troppo recente.
La cover non si distacca troppo dal brano originale se non per l'assenza degli innesti "dance" e l'aggiunta di gravità alla cassa e di alcuni effetti, la voce di Mirko poi si sposa benissimo con il sound ripetitivo-ossessivo, insomma le scelte essenziali questa volta premiano.


ecco il video:


ecco il brano originale:

domenica 13 maggio 2012

KREATIV IN DEN BODEN + SAMSARA MEANS WAR live @ Genova [12.05.12]

Mirko - cantante dei KiDB - foto by Marco Antonietti





Ore 14.00 squilla il cellulare, i KiDB sono arrivati a Zena, ci si raggiunge e dopo aver parcheggiato l'auto (impresa non da poco) e aver fatto una capatina in Hotel, si va a fare un giretto per la città.. sei loschi figuri si aggirano per i moli del porto antico e fra gli sguardi malevoli dei proprietari di yatch, si fa tardi, ed é ora di andare al Lucrezia a fare il soundcheck per "l'imminente" concerto.

Il tempo é bello, fin troppo, difatti il sole ci ha storditi e ci disidratati per bene, la prima cosa che si fa appena arrivati al Lucrezia Club (locale di cui ho già parlato in precedenza più e più volte) é bere un bicchiere di vinello e qualche birretta.

Il soundcheck dura trenta minuti scarsi, l'impianto suona bene, fra una chiacchera e l'altra il tempo passa e l'alcool scorre... Da notare l'arrivo alle 19.00 di due super fan della band, il buon Marco Antonietti (che é ormai il fotografo ufficiale degli eventi People From Mars genovesi) e il super eccitato Victor Fernandez che prendono parte al chiacchericcio fino all'apertura del locale.

Verso le 22.00 arriva anche Joaquim (alias SAMSARA MEANS WAR) che dopo aver montato sale subito sul palco e fa suonare i suoi brani in un dj set sopraffino dalle sfumature romantiche e aspirate, lui stesso si definisce post-dubstep, definizione che si sposa perfettamente con il suo sound.
Purtroppo il pubblico é poco, mentre il caldo, soprattutto al piano sotteraneo, dove é situato il palco, é molto e rende difficile rimanere giù per più di mezz'ora senza salire a bere qualcosa e a prendere una boccata d'aria.

Dopo 1 h di set Joaquim si da il cambio con Robert...O che a botte di New Wave vecchio stampo apre le danze per i Kreativ.
Nel frattempo si sono fatte le 23.00 e fuori dal club c'è movimento, il caldo non ha fermato tutti e il bar si sta dando da fare per placare le caldane di tutti.

Suona la mezzanotte e la band milanese sale sul palco, luci spente ad illuminarli solo una strobo e i flash delle macchinette fotografiche, in un'ora la band suona tutto il repertorio, Mirko, il cantante, ha un'aria impegnatissima mentre si destreggia tra xylofono pedaliere e parti di batteria, il suo timbro vocale è molto "depressive" così come le basi e parecchi dei suoni.
Sicuramente la band suona ancora un pò "grezza", cosa che a mio avviso in questo momento musicale non può che essere un punto di forza, uno sprono a continuare e perfezionarsi.
In un paio di brani si avvertono delle influenze da mondi paralleli quali Xeno & Oaklander, obbiettivi che secondo me questi ragazzi possono tranquillamente raggiungere...
Unica pecca del live, la fase ritmica che (a parer personale) andrebbe appesantita con suoni un poco più incisivi e veloci, ma sono dettagli che sono sicuro vedrò migliorati in un prossimo disco.

Il risultato finale é interessante e soprattutto genera discussioni (costruttive) all'esterno del locale in merito al genere fatto dalla band che in Europa sta facendo sognare i più e che invece in Italia tarda ad arrivare, parecchi i complimenti e pochissime le critiche, al piano sotto parte l'after party, che ci mette un pò a decollare, ma a suon di Die Selektion, Bloc Party e Heroes del Silencio (tre momenti distinti della selezione) la situazione si infiamma, (chi c'era potrà cnfermare, ho sudato ventordici camicie) e va avanti fino alle 3.30, poi nonostante il locale si sia riempito a dovere, le ordinanze comunali per il centro storico la fanno da padrone e veniamo fermati.

Ancora un salto in un'altro locale tutti insieme e poi tutti verso casa/albergo, dove ai KiDB capitano misteriose storie di disagio fra prostitute attempate e strambi gestori di hotel che per ora non vi é dato sapere.


Come al solito un sentito grazie alle band (che rivedremo presto su questi schermi) al locale, con il quale é ormai in corso un sodalizio d'amore, a Robert...O che é sempre il miglior compagno di consolle che si possa richiedere e a tuti, ma proprio tutti gli avventori!

ecco un pò di foto della serata: \\FOTO GALLERY BY MARCO ANTONIETTI\\

domenica 6 maggio 2012

DYSTOPIAN SOCIETY live @ Genova [05.05.12]

Foto by Marco Antonietti - Dystopian Society @ Le Club - Genova

Sono le 21.00, arrivo al Le Club di Genova un pò in ritardo sulla tabella di marcia prevista, la stanchezza di un viaggio (con serata annessa) a Bologna si fa sentire non poco e le influenze stagionali mi hanno colpito d'un botto, ad attendermi c'è un muro di suono, é il soundcheck dei Dystopian Society, formazione fiorentina a cavallo tra il post punk e il gothic rock.

Il Le Club é un'ottima cornice (un pò un filo conduttore con Firenze dato che ha già ospitato due serate della nota Nuit De Sade), il colpo d'occhio sull'ampio salone é fantastico e la disposizione dei dettagli é perfetta, il palco, alto il giusto, é a fondo pista, la batteria invece é leggermente spostata a destra (SX del palco) su un alto rialzo.

Dopo una cena a base di pizza, pasta e birra si aprono le porte del locale, e fra una chiaccherata e un buon disco (la mitica compilation Strobelight vol. 3) si superano le 23.00, l'affluenza é scarsa, a quanto pare a non molti chilometri di distanza si stanno esibendo i Turbo Negro che hanno avuto la meglio, armati di tanta voglia e professionalità i D.S. salgono sul palco e infiammano gran parte dei presenti, la scaletta é ottimamente selezionata gli inediti la fanno da padrone (la qualità del nuovo disco é parecchio elevata e dal vivo rende non poco), ma anche le cover hanno il loro ruolo e soprattutto dispongono di un'interpretazione davvero personale da sfoggiare, memorabili "Romeo's distress (Christian Death)" e "Tengo un Pasajero (Paralisis Permanente)".

Il live finisce e inizia il breve post serata (Dj Deathwish\\Dj RedHexe\\Dj Tot en Tanz), nel quale tengo a precisare che lo stacco dopo il 6° pezzo con grido dalla consolle "visto che non ballate, Vi aggiusto Io e metto un pò di roba che piace a me" non voleva essere offensivo per nessuno*, anzi voleva essere uno sprono all'entrare in pista, cosa scontata (soprattutto per i fruitori delle mie serate) che faccio spesso anche davanti a una mole di pubblico notevolmente maggiore, e che solitamente viene presa come quel che é, cioé un modo di comunicare abbastanza STRONG per avere una reazione popolare (del popolo), e accolta a gran voce e movimento di culi.

*precisazione dovuta al fatto che qualcuno si é lamentato con la direzione del locale, sentendosi forse "oltraggiato", ondevitare di passare per "poco professionale" (cosa che poco mi si addice) ho preferito appunto precisare in questo post.

Sperando in una maggiore affluenza futura per questo tipo di eventi, People From Mars e Tot en Tanz ringraziano la band, il locale e gli avventori!


Galleria: FOTO DYSTOPIAN SOCIETY @ LE CLUB - Genova \\ Marco Antonietti


venerdì 20 aprile 2012

KILLING JOKE + The Crying Spell + The Icarus Line live @ Trezzo sull'Adda \\20.04.12\\

La serata per la People From Mars Crew inizia alle 17.00 in punto davanti al LE CLUB di Genova, si parte alla volta di Trezzo sull'Adda, verso il  LIVE MUSIC CLUB, che per chi non lo conoscesse, é uno dei locali live meglio forniti e più piacevole (per ambiente, suono e capacità dello staff) che il Nord Ovest italiano ha da offrire.

Appena arrivati si cena in grande stile nel ristorante interno al locale, sono le 20.15 e il pubblico comincia ad arrivare, c'é chi mangia e chi invece si prenota il posto fisso in prima fila.

Breve dj set introduttivo [la scaletta completa qualche post sopra in questo blog] e alle 21.15 salgono sul palco i THE CRYING SPELL, formazione di Seattle, quattro membri, voce chitarra basso e batteria, che sembrano subito convincere, il pubblico non é ancora molto ma si muove a tempo e apprezza.
Il loro sound viaggia tra i Killing Joke di "Brighter then a Thousand Suns" e (solamente qualche inflessione) i primi due dischi dei 69Eyes, il risultato è davvero ottimo, più il concerto continua più la performance convince, difatti a fine concerto il cantante venderà parecchie copie del disco appena uscito [Through Hell to Heaven].

Altro breve ma intenso dj set, e sul palco salgono i THE ICARUS LINE, band di Los Angeles insieme dal 1998. La performance non é da buttare via, se non fosse per la supponenza del cantante che sembra scimmiottare un momento Nick Cave e quello dopo Iggy Pop... Il pubblico rimane inerme di fronte allo show, molti escono e chi rimane lo fa per non perdere il posto conquistato (il locale non é pienissimo, ma si superano abbondantemente le 700 persone), notevole lo scambio di gestacci fra il cantante e alcuni dal pubblico... Band da riascoltare forse con più calma e in un contesto diverso.

Un coca rhum annaffia la gola rinsecchita, quattro chiacchere con qualche vecchio amico giunto da lontano per l'evento e in sottofondo l'apprezzabile, ma fuoriluogo, dj set del tour manager dei KJ che ci "delizia" con reggae e dub per circa venti minuti..

Eccoli, Youth, Ferguson e compagnia salgono sul palco, manca solo Jaz Coleman... Parte l'intro "Masked Ball di Jocelyn Pook" [http://www.youtube.com/watch?v=UgjtcRL6FGM] e poi via, "European Super State" i KILLING JOKE sono sul palco... a centro pista si inizia subito a ballare, il suono è pulito, forse un pò basso per via delle restrizioni di decibel che la legge impone, ma nel complesso risulta godibilissimo.

Si continua con un classicone, "Sun Goes Down", e senza lasciar tempo agli applausi parte "Rapture" il singolo del nuovo album MMXII, brano che su disco mi aveva fatto impazzire, che invece dal vivo non rende quanto mi aspettavo, l'appeal c'è, ma manca qualcosa, forse il brano non é ancora così sentito dalla band in fase live, l'esecuzione é comunque ottima.
Continuano i brani nuovi, é il turno di "Fema Camp" eseguita divinamente il brano esalta il pubblico, che ne accenna addirittura le parole, il concerto continua su un livello abbastanza elevato, alternando brani nuovi con "vecchie glorie" (vecchie nemmeno poi così tanto).
Momenti di giubilo su "The Great Cull" e su "The Wait" dove oltre al pogo parte anche un grido all'unisono su tutti i cori.
Siamo già oltre l'ora di concerto, suonano "Pssyche", e dopo un momentino di pausa e si riprende con
"Wardance" e "Pandemonium" che chiude il concerto fra applausi e soddisfazione.

Un paio d'ore di Dj set e poi tutti a casa, ottima serata belle presenze e Club impeccabile, magari fosse sempre così!

Stefano Rassu


KILLING JOKE + THE CRYING SPELL + THE ICARUS LINE secondo l'obbiettivo di MARCO ANTONIETTI

KILLING JOKE + THE CRYING SPELL + THE ICARUS LINE secondo l'obbiettivo di DJ TOT EN TANZ


giovedì 12 aprile 2012

MUERAN HUMANOS + UR live @ Genova \\12.04.12\\

Mueran Humanos @ Lucrezia Club - Foto by Marco Antonietti




La giornata parte presto, alle 12.42 scendono dal treno proveniente da Milano i Mueran Humanos, per gli amici Carmen e Tomas, sono Argentini e abitano a Berlino da qualche anno.
Dopo un dovuto riposo ci vediamo nella hall dell'hotel verso le 19.00 e ci dirigiamo verso il Lucrezia Club [di cui ho parlato qualche recensione più indietro "REZUREX + FISHBONES @ GENOVA"] ad attenderci troviamo gli UR, formazione Genovese di Industrial Noise molto sperimentale, che aprirà la serata.

Presentazioni di rito e poi si parte con il Soundcheck, che procede perfettamente, in poco più di quaranta minuti tutte e due le band hanno finito, salta fuori che i M.H. hanno perso il dvd con le proiezioni, che sono parte integrante della loro performance, il soundcheck ha però convinto in modo tale che sembra non essere un problema, difatti non lo sarà, se non in minima parte.

Dopo una pizza e un paio di birre ci rendiamo conto che c'è un buon numero di persone all'esterno del locale che aspettano di entrare, e alle 23.00 in punto gli UR salgono sul palco, il loro è un melange di chitarre suonate con il cacciavite, che sembrano ululare qualche incomprensibile rito alla luna, suoni industriali cupi e intermezzi melodici, una melodia a volte ossessiva a volte perforante.
La performance vale assolutamente la pena di essere vista, e ascoltata, si nota quanto i membri sentano propri i loro brani e per quanto sia un genere d'ascolto molto difficile, il pubblico (le presenze toccano ora davanti allo stage le venti persone circa) reagisce bene godendosi lo spettacolo rannicchiato nei vari anfratti che il locale offre.
I più immersi nell'atmosfera sono senz'altro Tomas e Carmen, che a fine live si complimentano a gran voce, felici di aver avuto la formazione Genovese ad aprir le danze.

Giusto il tempo di salire a prendere un drink mentre il buon dj Necrofuzz intrattiene il piano inferiore e i Mueran Humanos fanno partire la loro performance, tocca a "Cosmeticos Para Cristos" il compito di richiamare il pubblico all'attenzione, e funziona, in poco meno di due minuti l'utenza del locale e quasi tutta al piano inferiore davanti al palco (40 persone circa), rimangono sopra un certo numero di persone non disposte a pagare la maggiorazione di 4€ sulla prima consumazione, ma poco importa, l'atmosfera c'è tutta.

Il live continua con le hit della band, forse sul palco c'è un pò di staticità, causa anche la mancanza dei video d'impatto che parecchi in mezzo al pubblico si aspettavano di vedere, ma basta far partire il giro di sintetizzatore di "Monstruo" per vedere un Tomas dare il meglio di se chitarra alla mano.

L'impressione generale é molto buona, forse l'atmosfera che si viene a creare é più vicina alla vena post Rock (quasi Kraut) della band, e il minimalismo dei Synth (sul palco oltre ad un micro Korg è presente il mitico MOOG Prodigy) passa un pò "troppo" in secondo piano..
Diciamo che la mia preparazione é stata volta ad un ascolto Synthetico, quando invece avrei dovuto arrivare con i Faust ancora in testa.

Da notare il miglior Dj set di sempre di Necrofuzz, che però cade nell'oblio più totale se non per due o tre persone che invece di catapultarsi a fumare al piano superiore, rimangono inermi al piano inferiore, forse ancora scosse dal concerto, o forse semplicemente intorpidite dallo stare in piedi 3 ore consecutive!

Serata con la S maiuscola che conferma la definitiva resurrezione Genovese.


Foto della serata dall'obbiettivo del fotografo genovese MARCO ANTONIETTI








P.S.
Un doveroso grazie ai Mueran Humanos e agli UR per la bella serata di stasera al Lucrezia Bar, grazie ovviamente anche a tutti i presenti, a Fredrik Wild-Thing Necrus per il dj set e a Marco Antonietti per le belle foto e ai Wardancer (www.wardance.it) senza i quali questa data non ci sarebbe mai stata.

domenica 8 aprile 2012

DIAFRAMMA live @ Milk Club - Genova \\07.04.12\\


Le parole stanno a zero, quando sul palco sale mister Federico Fiumani non si può che ammirare, ascoltare, saltare, cantare, apprezzare e alla fine cercare di stringergli la mano.

La band che si porta dietro é ormai più che collaudata, sul palco sono in tre e nonostante l'impianto non sia fra i migliori della città, i suoni ci sono, e quel poco di fruscio caratteristico del locale dona perfino un tocco di energia "punk" in più alla perfomance.

Arriviamo al Milk alle 22.30 fuori dal locale c'è Federico con l'intera band e una sola fan, il locale deve ancora aprire, non si respira l'aria del grande evento, e mi rassegno ad una performance per pochi intimi (cosa che a fine serata, visto il progredire che vi vado a raccontare, non mi sarebbe dispiaciuta).

All'apertura del locale siamo in una decina si va verso la sala per prendere comunque la prima fila, e nel giro di mezz'ora il locale si riempie all'inverosimile svoltando completamente il pronostico a cui mi ero poco prima rassegnato.

Il concerto inizia con una "Siberia" velocizzata quasi del doppio, la band é in gran forma, e una dopo l'altra snocciola una serie di grandi successi del passato (Gennaio, Io Amo Lei, etc).

Si notano subito due ULTRAS DIAFRAMMA (ndr Fan sfegatati e ufficiali della band) che aizzano non poco la folla con gesti e grida, di li a poco come ci si poteva aspettare, scatta il putiferio più totale, merito anche dell'attitudine "punk" del concerto, il pogo diventa insostenibile.

Il palco é basso e siamo tutti schiacciati, ad un certo punto l'interruzione della performance lungo "Labbra Blu" e un sonoro "VAFFANCULO A TUTTI" di Fiumani che con la faccia fra le mani corre in camerino.
In poche parole un ragazzo urtando "involontariamente" l'asta del microfono fa si che essa ondeggiando si fiondi sul volto del povero Federico mentre canta, causandogli un gran dolore..

Arriva un buttafuori e dopo dieci minuti la band riprende a suonare, in mezzo a ogni canzone bisogna che il front man avvisi che se gli animi non si calmano un pochino la band sarà costretta a smettere, fortunatamente non avvengono più incredibili episodi e la serata continua fino a fine scaletta.

Vengono eseguite anche Carta Carbone, Entropia, Grande come L'Oceano, Niente di serio, Anime Morte e Madre Superiora dell'ottimo nuovo album e almeno tre di queste vengono cantate a gran voce da una parte di pubblico.

Grandissima performace del batterista Lorenzo Moretto, che sembra essere un metronomo non ne sbaglia una e ha un tocco ruvido come serve in una situazione del genere, i complimenti sono di diritto anche per Luca Cantasano, il bassista, che nonostante il primo approccio, in cui sembra essere molto timido, con il crescere del live mostra uno spirito da padrone del palco e fornisce una base ritmica degna di un Maroccolo dei tempi d'oro (va bhé si lo ammetto il paragone é un pò eccessivo).

Il concerto si chiude con "un giorno Balordo" e con un ovazione da stadio, riesco anche a fare quattro chiacchere e soprattutto a stringere la mano al grande New Wave man fiorentino che alla fine anche se stremato dalla spettacolare esibizione si dimostra essere ben più che disponibile, quel che ci siamo detti ovviamente resta un segreto fra noi!
:D

Stefano Rassu

Link alle foto della serata: DIAFRAMMA [Genova 07.04.12] Dj Tot en Tanz FOTO


venerdì 6 aprile 2012

REZUREX + FISHBONES live @ Lucrezia Club - Genova \\04.04.12\\

Daniel DeLeon - photo by Dj Tot en Tanz
Scaletta live dei Rezurex

E' Mercoledì sera e a Zena piove, sono insieme al caro Robert...O e ci dirigiamo verso quella che non sappiamo essere una fra le 10 migliori serate Genovesi dell'ultimo anno [la classifica solo su richiesta].

*Per chi non conoscesse il locale*
Il Lucrezia Club é un localino piccolo ma accogliente, dove ormai ci sentiamo come a casa, é disposto su due piani e contiene all'incirca 70/90 persone, il tutto in una location affascinante a pochi passi dal Porto Antico di Genova.

La serata parte con la marcia giusta birre medie e Rhum liscio la fanno da padrone quando a salire sul palco sono i FISHBONES [FishBones su Facebook], band Genovese di recente formazione (2008), che la canta e la suona con un mood molto anni 50, riuscendo "very Rockabilly".
Alla voce non c'è il cantante ufficiale (se non ricordo male incidentato) ma il blues man genovese Stefano Rochi, che a dire di alcuni dei presenti seguaci della band fin dagli esordi, regge perfettamente il confronto.
La prestazione é ottima e coinvolgente, poche volte ho visto band aprire la scena riscaldando in modo così ottimale il pubblico..
Sul finale della prestazione arrivano anche un paio di cover, assolutamente apprezzabile la rivisitazione di "Highway To Hell" degli AC/DC.


Altro Rhum e riscendiamo in massa al piano sotto del locale dove un brevissimo outcheck ci presenta Daniel DeLeon e compagnia, in una sola parola i REZUREX.
Daniel é truccato (come al solito) per metà da teschio ed ha una cresta verde invidiabile, sul palco oltre a lui ci sono chitarra, batteria e contrabbasso.
Il concerto parte in quarta con la doppietta fantasma "Ghost Town + Ghost of You" ed é subito delirio, in prima fila siamo irriducibili sappiamo i testi di tutte le canzoni, e se non i testi quanto meno i ritornelli, e li cantiamo a squarciagola!!!
Passano tre o quattro canzoni (che potete leggere sulla scaletta della serata) e si arriva a "Vampire Kiss" da quel momento é il delirio sia sul palco che in mezzo alla pista... Il chitarrista ci dimostra di che pasta é fatto con assoli degni dei migliori chitarristi sul genere [in questo momento mi viene da citare solo Brian Setzer degli Stray Cats] e con una performance fisica e facciale che lascia esterrefatti, il Contrabbasso segna il tempo con scioltezza, non si perde in piroette ne in scalate dello strumento (nd. cosa molto frequente ed emozionante nelle performance sul genere) ma risulta essere un ottimo musicista, la batteria è veloce ed impeccabile, e Daniel DeLeon? Semplicemente impareggiabile, le uniche sul genere in grado di farmi saltare e gridare così tanto fin'ora sono state le berlinesi Kamikaze Queens.
Sotto palco si sta pogando, nell'aria sudore, grida e aliti alcolici...

Serata bellissima che premia le organizzazioni Genovesi, che unendosi hanno saputo creare un evento memorabile, e nel piccolo della città marittima hanno qualcosa da insegnare alle grandi cittadine che si sentono vissute e inarrivabili.
Genova é Rezurex, aspettatevi grandi cose.

Foto della serata:
Facebook album \\REZUREX + FISHBONES - Dj Tot en Tanz


venerdì 30 marzo 2012

DIRTY ACTIONS live @ Feltrinelli di Genova \\29.03.12\\

Chi era fra i fortunati partecipanti alla presentazione del libro "FIGLI DEL DEMONIO" [Diego Curcio - Johnny Grieco] alla Feltrinelli di Genova sa che difficilmente dimenticherà la sera del 29 marzo 2012.


Johnny Grieco e la maglietta "CATZILLO"
Sono le diciotto in punto, lo spazio e poco e i posti a sedere saranno si e no una settantina, dal microfono si sentono quattro parole di presentazione, poi appare Johnny, totalmente in bianco e con il mitico "CATZILLO" disegnato sulla maglietta.

Il mini live di presentazione parte e in meno di 5 minuti siamo sulle note di "Rosa Shocking" uno dei successoni dei D.A., a metà canzone parte il delirio punk vero e proprio, il front man si lancia sulla prima fila, le sedie volano e il pubblico si scalda insieme al cantante..
Non tutti la prendono bene, qualche vecchiardo si alza e se ne va indispettito, ma a prendere il suo posto cominciano ad arrivare una bella sfilza di "Punk" della nuova e della vecchia leva, ora siamo davvero moltissimi.

Ancora un paio di pezzi e sale in cattedra Diego Curcio, che insieme a svariati ospiti esplora in poco più di mezz'ora la scena punk Genovese e Italiana dal '79 all'82, si parla della grande etichetta Cramps, e dei limiti (economici ma non solo) che vigevano in Italia.

Arrivano il Manager dei D.A. e quasi tutti i vecchi componenti, la serata torna a infiammarsi, Grieco ritorna, aveva lasciato il palco rovesciandosi in testa una bottiglietta d'acqua, ora tutto bagnato schizza acqua e sudore addosso alla prima fila mentre esegue magistralmente Bandana Boys.
Il presobenismo (passatemi il termine) é nell'aria, e il mini live si trasforma in improvvisazione, la gente entusiasta chiede dei bis, e arriva in chiusura un'infinita versione di "I Wanna be your Dog" degli Stogees di Iggy Pop...

Chiusura di serata con autografi e abbracci, esperienza magnifica, che é ovviamente impossibile descrivere in poche righe di blog.

LA FELTRINELLI é CONQUISTATA.


mercoledì 21 marzo 2012

\\NAOKO TANAKA ◀ Die Scheinwerferin\\ cronaca dalle ombre
























Si apre con questa rappresentazione del "viaggio" che ci attende lo spettacolo di Naoko Tanaka, giapponese importata a Berlino che si esibisce al Teatro dell'Archinvolto di Genova per il gusto di poco più di 150 persone.
Il pubblico viene invitato a passare da dietro le quinte per osservare la scenografia disposta apparentemente in maniera casuale sul palco, Naoko é li, fa parte delle scenografia, é china sul tavolo e non guarda nessuno di quelli che le sfilano attorno incuriositi.

Finalmente cala il silenzio, nella mente mille domande, la prima forse é da riferirisi al pubblico presente in sala, la media d'età é alta, forse troppo, nulla di personale contro gli Anziani, ma contro i Vecchi (inteso nel modo più dispregiativo possibile) che il giovedì sera fanno un salto a teatro perché é da farsi SI, ma sorvoliamo.

Quattro parole di semplice presentazione, i teli bianchi vengono tirati a dovere e le luci spente.
Si accende una piccola luce e parte il viaggio di Naoko.

Una bambola su un tavolo, sembra prendere vita, sembra avere un suo dramma da raccontarci, tutto grazie a delle ombre proiettate su due teli coincidenti, non sarò troppo specifico nella descrizione perché é stata un'emozione difficile da descrivere, ognuno la dovrebbe far propria ed elaborarla a suo modo.

Il viaggio continua, delle forchette diventano l'addio ad una stazione, ad una casa, binari, paesaggi, in lontananza il punto di arrivo, la spaventa, ci spaventa. Ma é solo un Tavolo con una rete da pesca sgualcita e mal attaccata sotto, forse.
Piccole soste, momenti gioiosi, si riconoscono case (o forse scatole di corn flake), piante, rumori, perchè si, la colonna sonora é fondamentale, si sente il rumore del cuore di Naoko, il rumore del treno, a volte rilassante, a volte insistente e ossessivo.
Poi una galleria oscura, il bosco, lo smarrimento, ancora in viaggio qualche colore grazie ad una pellicola fotografica riflessa e ancora angoscia.

L'ultima parte dello spettacolo vede Naoko protagonista, intrappolata sotto il tavolo che le ombre rendono una gabbia invincibile, e poi un'esplosione di colore dopo la prigionia, le pellicole fotografiche tornano a fare il loro lavoro, sembra di essere immersi nell'oceano, di nuotarci dentro completamente nudi, nudi delle angosce e delle paure che ci avevano fin li a poco attanagliati.

E poi di nuovo una bambola e uno scrosciare di applausi.

Uno spettacolo e un'Artista consigliatissimi.

per seguire NAOKO TANAKA: http://www.naokotanaka.de/



Stefano Rassu

domenica 22 gennaio 2012

Cristiano Godano [Marlene Kuntz] live acustico al Palazzo Ducale di Genova

Vivissimi complimenti alla performance di Cristiano Godano di sabato 21 gennaio 2012 al Palazzo Ducale di Genova, un live definito da Godano stesso "poco preparato" che ha saputo emozionare e stupire.

Il cantante presenta una serie di canzoni del repertorio dei Marlene Kuntz in versione "cantautoriale", chitarra e voce.


Inizio alcolico e coinvolgente con "la Notte" che apre a un susseguirsi di performance vocali elevatissime, notevole l'esecuzione di "la Canzone che scrivo per Te" dove la chitarra si ferma e la voce porta avanti da sola una musicalità che pochi sanno creare.
Momenti che forse, esageratamente, definirei orgasmici su "Stato d'Animo", inaspettata invece l'esecuzione di "Musa".

Si é visto un Godano in contatto con il suo pubblico, felice di esserci, con le sue prefazioni intense e condite da quel poco di rhum (?) e con quei finali con un "Grazie molte" quasi imbarazzato.

Voto 10 +

Citando lo stesso Cristiano, grazie ai ragazzi di Habanero per aver avuto il pelo di "osare" chiamandolo.



ecco un piao di video dell'esibizione, l'audio non é perfetto (ma accettabile) e le riprese sono un pochino mosse, abbiate pietà di me!



venerdì 11 novembre 2011

ANTIQUARK, Vico dell'Amor Perfetto, Cani Radar, live a Genova [10.11.11] - Recensione, Foto e Video

In una Genova reduce da una così terribile alluvione non ci si aspettava una così bella partecipazione.

Ennesimo evento targato "People From Mars" nella Superba, si parte alle 22.30 con gli esordienti CANI RADAR, é una serata memorabile sia per la loro prima esibizione sia per l'impellente perdita del chitarrista Gabriel Todino che a quanto pare saluta l'Italia e la band per andare a vivere a Londra.
Esibizione interessante, il loro Alternative Rock suona pulito e popolare, il pubblico gradisce e parecchi piedi battono il tempo, il cantato in italiano non fa mai male e alcuni degli amici più incalliti canticchiano già i motivetti del primo demo. I quaranta minuti di concerto scivolano via veloci.

Arriva il momento dei Vico Dell'Amor Perfetto, rodata formazione Genovese, che riempie la sala e coinvolge gran parte del pubblico, che si domostra davvero molto caldo.
E' difficile inscatolare questa band in un genere specifico, si passa da sonorità folkloristiche con inflessioni alla Massimo Volume, dal rock con influenze New Wave fino ad un Synth Rock con cadenze popolari.
Ammirevole la voce della cantante e notevole l'affiatamento e la sicurezza dimostrati sul palco, palco forse troppo piccolo per i 5 elementi che fra strumentazione e presenza fisica stanno belli stretti.
Nota di merito per l'esecuzione di "Signorina" dei Krisma, brano finito nella compilation "Chyber Nation - Tributo ai Krisma", dove appaiono anche gli AntiQuark.
Il concerto scorre e con esso data l'ora anche il pubblico, che a mezzanotte con il finire della band scompare per metà.


Fra cambi palco e chiacchere prima di vedere gli Antiquark sul palco diventa mezzanotte e venti, Il pubblico si é sfoltito, ma é interessatissimo, con l'iniziare del live chi é sopra torna subito davanti allo stage (il locale é su due piani).
I due componenti Sergio e Ant cominciano con la loro Hit "the Man from Mars" eseguita in maniera ottima, il live é molto interessante e il pubblico rimasto si fa sentire a suon di applausi.
Sergio appare in ottima forma, sia scenicamente che vocalmente, vengono proposti alcuni brani nuovi molto particolari che attendiamo di vedere pubblicati su CD.

A conti fatti la band di Los Angeles non delude, a deludere é il pubblico che poco interessato ad aspettare la mezz'ora di cambio palco si dirada prima del tempo, confermando che Genova ha ancora bisogno di essere un pò spronata alle novità.
Soddisfazione quando viene richiesto a gran voce un bis a fine concerto.

Bilancio della serata ottimo, che ci lascia in attesa del nuovo disco dei nostri Californiani preferiti.



foto della serata secondo l'obbiettivo di Matteo Baschiera


foto della serata secondo l'obbiettivo di Marco Antonietti